Otto ragioni per praticare Yoga

Otto ragioni per praticare Yoga

  1. In poche settimane vedrai miglioramenti sostanziali nel tuo fisico e umore
  2. Ti sentirai più energica/o piena di vita e voglia di fare, vedrai i tuoi problemi essere meno…problematici
  3. Il tuo corpo ti richiederà naturalmente cibi più salutari mentre gradualmente abbandonerai senza traumi né forzature i cibi industriali e fast food.
  4. Lo yoga, anche negli stili fisicamente più impegnativi come vinyasa/ashtang, è un’attività a basso impatto rispetto ai tradizionali sport, sviluppa il corpo in maniera armonica e senza controindicazioni
  5. Una volta provata la spinta energetica dello yoga non avrai bisogno di stimolanti
  6. Per fare yoga non ti servono palestre, pesi, attrezzature o stanze particolari: basta il tuo yoga mat un po’ di spazio e naturalmente la tua volontà. Ancora meglio, pratica all’aperto
  7. Conosci molta gente che ha una visione diversa del mondo e da cui puoi trarre ispirazione
  8. Durante la pratica Yoga, non solo eserciti il fisico, fai anche un training alla mente e allo spirito
Cos’è lo Yoga? Gli 8 pilastri della filosofia yoga

Cos’è lo Yoga? Gli 8 pilastri della filosofia yoga

La percezione occidentale di cosa sia lo Yoga è molto spesso distorta. Questo non è un articolo esaustivo riguardo al concetto di Yoga ma una breve sintesi delle nostre conoscenze ed il nostro punto di vista personale (esiste una letteratura vastissima e molto specifica, quindi se volete approfondire la storia e la filosofia yoga vi invito a fare una ricerca. Ho inserito indicazioni alla fine dell’articolo).

Lo yoga non è una religione

Lo yoga non è una religione né pretende di sostituirsi ad essa. E’ un sistema di vita che promuove l’armonia dell’individuo e tra gli individui, rispetto per la natura e per la vita in generale e la possibilità per ciascuno di noi di riscoprire il nostro potenziale umano, migliorare il nostro corpo, la nostra capacità di amare e gioire, comprendere noi stessi e vivere in armonia con ciò che ci circonda. Le  accuse tuonate da parte dei vari fondamentalismi religiosi secondo cui lo yoga promuova l’ateismo ed una visione di una divinità immanente dell’individuo è una visione totalmente ridotta e rivela il peso morale ed intellettuale di chi fa quelle accuse. Se la pratica yoga, nei suoi diversi aspetti e scuole di pensiero, contribuisce a creare persone migliori che sono un esempio di amore, tolleranza, gioia e ispirazione, non è questo ciò che tutte le religioni dovrebbero promuovere come obiettivo? La verità è che sfortunatamente per il genere umano quasi tutte le religioni istituzionalizzate sono molto più interessate alla loro preservazione ed all’ incremento del proprio potere che non alla libertà spirituale dell’uomo.

Sfatare luoghi comuni

Gli otto (ashta-) pilastri ( branche ‘anga) dell’Asthanga Yoga di Patanjiali nel suo Yoga sutras:

  1. Disciplina etica e sociale (Yama)
  2. Disciplina individuale (Nyama)
  3. Postura (Asana)
  4. Respirazione (Pranayama)
  5. Controllo dei sensi (Pratyhara)
  6. Concentrazione (Dharana)
  7. Meditazione (Dhyana)
  8. Liberazione (Samadhi)

La pratica asana è solo uno degli otto pilastri della filosofia Yoga così come codificati da Patajiali nel II sec A.C. ma è sicuramente l’aspetto più conosciuto e a quello cui generalmente ci si riferisce quando si parla di yoga.

Questo sfortunatamente, e specialmente negli ultimi anni, ha dato luogo a numerosi fraintendimenti e ad una sovraesposizione del lato ‘estetico’ dello yoga contribuendo  alla distorsione di come viene percepito dal grande pubblico e trasformandolo in molti casi in un fenomeno di moda ed in una nuova forma di vanità ed edonismo.

Detto questo, qualsiasi siano le ragioni per cui ci si avvicina allo yoga, è indubbio che una pratica costante delle asanas apporti benefici che vanno ben al di là dei suoi immeditati riscontri fisici (miglioramento del tono muscolare, incremento dell’energia globale) ed investe aspetti di trasformazione profonda della nostra psiche e della nostra storia emotiva, la quale viene ‘metabolizata’ ed immagazzinata attraverso un’operazione di somatizzazione nel nostro stesso corpo. Per anni si è parlato di malattie psicosomatiche, la cui stessa definizione  sottolinea l’importanza del rapporto psiche/corpo.

Lo Yoga agisce esattamente a questo livello di interazione dei piani fisico, psicologico e spirituale.  Attraverso la pratica asana, il pranayama (tecniche di respirazione per incrementare il ‘prana’, simile al ‘Chi’ della tradizione orientale) ed una dieta corretta, lo Yoga libera blocchi energetici nel corpo di cui spesso non siamo nemmeno consapevoli mettendoci nelle condizioni di vivere tutto il potenziale fisico, psicologico e spirituale di cui abbiamo il diritto, ed il dovere, di godere.

Dicendo le stesse cose con un linguaggio più vicino alla tradizione letteraria yoga possiamo dire che la pratica delle asanas prepara il corpo per i successivi gradini come  la meditazione e per il cammino spirituale che porta all’unione del sé con la Coscienza universale, la stessa energia intelligente che è alla base del movimento dell’Universo, delle stelle, dei Pianeti e della Vita.

Questo è il concetto di unità più volte ricordato in tutta la mistica Yoga sin dai tempi dei Vedas (un’antichissima raccolta in sanscrito di testi sacri risalenti al 1500 A.C.) e sintetizzato nel TAT TVAM ASI (“Io sono Quello”. Tat è ciò che rimane immutato prima e dopo la creazione, ed è privo di nome e di forma. Per questo viene definito “tat”, ossia (indefinitamente) “quello”, ed è immutabile; quindi, viene chiamato “essere”, ossia ciò che è senza modificazioni e trascende le categorie di tempo e spazio) [definizione presa da qui].

Tantissime culture umane hanno codificato questo concetto, seppur in maniera diversificata: pensiamo alla Ontologia dei primi Filosofi Greci fino ad Aristotele o alla massima della filosofia ermetica europea rinata nel sec.IXV, le corrispondenze del Micro-macrocosmo, ‘così come è sopra, così è al di sotto’. La stessa pratica alchemica di trasformazione del metallo vile in oro non è altro che la metafora della trasformazione interiore dell’individuo come sottolineato anche dal filosofo Carl Jung nel suo famoso libro Psicologia e Alchimia. Attraverso lo yoga letteralmente riscriviamo il nostro sistema nervoso e muscolare, e la nostra configurazione spirituale in un atto di trasformazione alchemica totale.

In ogni caso, qualunque sia la giustificazione filosofica e le similitudini che lo yoga ha con altre culture, la sua storia millenaria (le prime testimonianze della pratcia Yoga risalgono allo stesso periodo Vedico cioè attorno a 1500 A.C. ben tremila e cinquecento anni fa!) ne provano l’importanza.

Tuttavia, non c’è bisogno di credere alle parole; prova tu stessa/o e diventa il testimone vivente di una trasformazione. E se e vero che siamo parte di un unicum energetico –come la teoria quantistica ha finalmente capito, e gli yogi affermano già da millenni – e siamo influenzati da tutto ciò che ci sta intorno, è vero anche il contrario e cioè che possiamo influenzare il mondo attorno a noi. Credo che, specialmente in un momento di grande confusione globale e rischi di catastrofi climatiche e sociali sia più che mai un nostro dovere il mettere in atto ciò che Gandhi auspicava: ‘diventa tu stesso il cambiamento che desideri vedere nel mondo ’

Per concludere – sempre troppe parole –  citiamo il grande Pattabi Jois, il padre moderno della scuola Asthanga Yoga di Mysore, India: ‘ 99 percent Practice, 1percent Theory ’

Stefano Ubaldini
SuryanamYoga